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GEOSAISON marzo 2004 |
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La rivista per il viaggiatore |
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ELBA |
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Vacanze nel regno di Napoleone |
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L’imperatore in esilio fece famosa l’isola d’Elba e fino ad oggi il suo ricordo fa onore |
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Già alle nove del mattino quando la villa di San Martino apre il grande cancello in ferro battuto con le aquile imperiali per i visitatori, Nonna Adua sta seduta nella sua casetta di legno. Davanti alla residenza di Napoleone, Adua Marinari, detta la nonna – capelli grigi, guance rosse, occhi svegli – vende il suo libro di ricette stampato in italiano, tedesco e inglese. Quasi tutti, prima o poi, arrivano alla villa. Già da quasi 200 anni, quando i primi turisti inglesi viaggiavano all’isola d’Elba per vedere l’ex-imperatore dei francesi vinto ed esiliato dalle potenze vincitrici nel suo mini regno. Ciò nonostante lui era un regnante, però solamente di un principato. L’imperatore temuto in tutta l’Europa accettò questa condizione e pianificava già il suo ritorno. Una volta sola, Nonna Adua è salita alla villa, per vedere come abitava Napoleone. “Non c’erano tante cose. Stanze piccole, mobili piccoli, infatti anche lui era piccolo. Avete visto la vasca da bagno? Ci sta un bambino. Solo gli alberi molto alti mi sono piaciuti”. C’erano già quando Napoleone trascorreva la sua unica estate sull’Isola d’Elba. Amava il verde. Sceglieva questo colore per i tappeti, per le tende, per le livree della servitù delle sue residenze piccole. Realizzava dei giardini a San Martino e davanti alla sua villa dei Mulini a Portoferraio. Il verde era il colore dell’Elba, dei suoi castagneti, delle sue coste rocciose e del suo mare. Verde è anche il colore che Adua ha scelto per il suo libro. 190 ricette, questo è tutto quello che le è rimasto della trattoria “Da Hubert”. Hubert era il marito di Adua, un vero elbano con un nome tedesco “perché piaceva a mia suocera”. Nell’anno 1963 Adua apriva la sua trattoria, la prima a Rio Marina. C’erano sette sedie, alcune già un po’ rotte. All’inizio gli ospiti consumavano solo vino, poi hanno cominciato a chiedere: “Adua, non puoi cucinare qualcosa?”. Allora Adua iniziò a cucinare. C’erano la zuppa di pesce, spaghetti al limone, gnocchi con la salsa di cinghiale, pesce spada e, come dessert, si poteva mangiare la torta deli Pini. Il ristorante era ben frequentato. Una volta è venuto un ministro da Roma. Si arrabbiò perché dovette aspettare a lungo. Lei rispose: “Signor Ministro, se Lei si mette un grembiule, io sono più veloce, perché sono da sola in cucina.”. Nel 1983 il fiume straripò e “Da Hubert” venne sommerso. Adua non aveva più soldi e dovette chiudere e con suo marito Hubert successe la stessa cosa. A Rio allora chiuse l’ultima miniera del ferro. Già dall’antichità il ferro era la ricchezza dell’Elba. Il padre di Adua lavorava come minatore. Andava alla miniera alle quattro. |
Il suo cibo erano dodici fichi secchi e un pezzetto di pane. A Rio le rocce sembrano rosse. Lì Adua va a cercare delle erbe che le servono per fare delle salse per la pasta. Hanno più aroma che in qualunque altro posto, perché crescono sul nostro terreno ferroso. Tanti chiamano Nonna Adua dalla Toscana e da lontano per discutere con lei sulle sue ricette. Sono dei cibi in cui si pensa di sentire l’odore dell’Elba, il suo mare, le sue colline e i suoi boschi. “Elba è un’isola ancora selvatica” dice Adua. Anche i Francesi non hanno cambiato molto anche se l’isola era in loro possesso dal 1802 per dodici anni e hanno costruito delle strade, attivato il commercio e neanche i forni di Portoferraio hanno cambiato molto. Il turismo ha portato a degli abusi edilizi ma adesso gli abitanti cominciano a difendersi. L’isola ha conservato la sua natura originaria. Chi va solo in spiaggia e non va a camminare o in mountainbike perde molto. Sopra l’isola c’è lo spirito di Napoleone, anche se vi è rimasto solo dodici mesi, dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1815. Il suo nome fa venire tanti all’isola d’Elba… e i turisti comprano anche tanti souvenir – per esempio una piccola statua di Napoleone (500 euro), un gioco domino Napoleone o un suo stemma decorato con le api. Napoleone viene anche venerato dagli abitanti dell’Elba. Nel paese montano di Marciana, lontano dalla costa, Napoleone, in grandezza naturale sta su una facciata come un padrone protettore. Lo storico Anna Benvenuti Papi spiega la simpatia degli abitanti dell’isola per quest’uomo dall’isola confinante Corsica, con il fatto che Bonaparte sarebbe per loro “come una vendetta per i secoli di lontananza dalle potenze che governavano l’isola. Da sempre sono stati abituati a sottostare ai funzionari delle potenze straniere. Con l’arrivo di Napoleone l’isola si spostava da una situazione di lontananza al centro della politica mondiale." Solo per un tempo breve e fino ad oggi mai dimenticato. È diventato tardi. Nonna Adua chiude la sua baracca. Oggi le vendite sono andate mediamente. Una volta sola nei suoi 65 anni di vita ha lasciato l’isola. “Per un pellegrinaggio in Puglia, nel paese di Padre Pio, il mistico beato e il santo popolare italiano. Nel ristorante “Da Hubert” c’era su un tavolo anche una statua di Karl Marx – un triumvirato strano. Adua ride. “Chi è il terzo? Napoleone? Macchè, adesso devo andare a cucinare”. |